L’aumento delle temperature comporta una crescita inarrestabile della domanda elettrica per il raffrescamento delle abitazioni. Uno studio condotto dall’Università Ca’ Foscari ha dimostrato come l’installazione di impianti fotovoltaici residenziali possa compensare in modo eccellente questo incremento. L’obiettivo dell’analisi è confermare come il solare non rappresenti soltanto una strategia di decarbonizzazione, ma un vero e proprio strumento di adattamento climatico. Di seguito analizziamo nel dettaglio l’impatto sui consumi, le percentuali di risparmio e le attuali disparità territoriali.
Il progressivo surriscaldamento climatico incide direttamente sulle bollette delle famiglie e sulla stabilità della rete elettrica. In assenza di un’accelerazione nelle installazioni fotovoltaiche, la sola domanda di energia per il comfort termico estivo è destinata a crescere drasticamente:
I prelievi massimi si concentrano inevitabilmente durante le ondate di calore, generando forti tensioni sul sistema elettrico nazionale.
Il vantaggio ingegneristico del solare risiede nella naturale sovrapposizione tra la massima produzione energetica (ore di maggior irraggiamento) e il picco di fabbisogno (accensione dei condizionatori). Per un’utenza domestica dotata di fotovoltaico, l’impatto si traduce in un drastico taglio dei prelievi dalla rete pubblica:
Grazie all’integrazione di nuovi impianti domestici, l’aumento netto della domanda elettrica nazionale verrebbe calmierato scendendo a 1,3 TWh per il 2030.
I benefici del fotovoltaico in ottica di raffrescamento non sono equamente distribuiti lungo la penisola, ma dipendono dal tasso di installazione locale:
Suggerimento professionale: Di fronte a estati sempre più torride, l’installazione di un impianto fotovoltaico abbinato a un sistema in pompa di calore rappresenta oggi la soluzione tecnica più efficace per neutralizzare i costi di condizionamento, incrementando il valore dell’immobile e proteggendosi in modo definitivo dai rincari energetici.
