Comunità Energetiche Rinnovabili

Le CER rappresentano una rivoluzione nel mondo dell’energia, permettendo a cittadini, imprese ed enti locali di condividere la produzione e il consumo di energia rinnovabile.

Il Decreto CACER, entrato in vigore a gennaio 2024, ha introdotto un sistema di incentivi e contributi a fondo perduto per lo sviluppo delle CER. Le principali misure introdotte includono:
 
  • Tariffa incentivante per la quota di energia condivisa, applicabile agli impianti a fonti rinnovabili inseriti in configurazioni di autoconsumo.
  • Accesso ai contributi PNRR, con un bonus del 40% per i costi ammissibili, ora esteso ai comuni fino a 50.000 abitanti.
  • Regole operative aggiornate, che definiscono i criteri di calcolo per le decurtazioni e le modalità di determinazione della quota di energia condivisa.

 

Come sono strutturate?

Le comunità energetiche possono essere strutturate in diversi modi, a seconda delle esigenze e delle caratteristiche del territorio:
 
  • Autoconsumatore a distanza – Un singolo utente che consuma energia prodotta da un impianto rinnovabile situato lontano dalla sua abitazione o sede operativa, ma all’interno della stessa rete elettrica.
  • Gruppo di autoconsumatori – Un insieme di utenti che condividono l’energia prodotta da un impianto comune, ottimizzando l’uso delle risorse attraverso l’autoconsumo condiviso.
  • Comunità Energetica Rinnovabile (CER) – Un’organizzazione composta da cittadini, imprese ed enti locali che producono, condividono e consumano energia rinnovabile su scala territoriale, favorendo indipendenza energetica e sostenibilità.

Cosa comprende il mio servizio?

  • Consulenza e progettazione – Analisi dei consumi, studio di fattibilità e individuazione della configurazione adatta alle esigenze del cliente.
  • Installazione di impianti –   Fornitura e installazione di pannelli solari, sistemi di accumulo e infrastrutture per la gestione intelligente dell’energia con un servizio chiavi in mano!
  • Piattaforma di monitoraggio – Strumenti digitali per il controllo e l’ottimizzazione dei flussi energetici, garantendo trasparenza e massima efficienza.
  • Gestione amministrativa e incentivi – Supporto burocratico per l’accesso a finanziamenti e agevolazioni fiscali, semplificando il percorso verso la transizione energetica e l’autoconsumo condiviso.
 
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    FAQ

    1Cosa è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?

    Una CER è un insieme di utenti che collaborano con l'obiettivo comune di produrre, consumare e gestire l'energia elettrica prodotta da uno o più impianti da fonti rinnovabili, localizzati all'interno dello stesso perimetro geografico.

    • L'obiettivo principale è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai propri membri e alle aree locali in cui opera, attraverso l'autoconsumo di energia rinnovabile. Le CER sono uno strumento in grado di contribuire alla diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, alla riduzione delle emissioni di gas serra e all'indipendenza energetica del Paese.

    2Quali sono i soggetti che possono prendere parte ad una CER?

    La CER può essere costituita da cittadini, piccole e medie imprese (ad esclusione delle grandi imprese, che possono comunque partecipare ai gruppi di autoconsumatori rinnovabili), enti territoriali e autorità locali (incluse le amministrazioni comunali), cooperative, enti di ricerca, enti religiosi, enti del terzo settore e di protezione ambientale.

    I partecipanti possono operare con modalità diverse in qualità di:

      • Produttore di energia rinnovabile: soggetto che produce energia da un impianto da fonte rinnovabile.

      • Autoconsumatore di energia rinnovabile: soggetto che possiede un impianto di produzione e produce energia per soddisfare i propri consumi, condividendo l'eccedenza con la comunità.

      • Consumatore di energia elettrica: soggetto senza impianto che possiede un'utenza elettrica i cui consumi possono essere parzialmente coperti dall'energia rinnovabile prodotta dagli altri membri. Rientrano in questa casistica anche le famiglie a basso reddito o gli enti a scopo benefico coinvolti per finalità sociali.

    3Esiste un vincolo di localizzazione geografica delle CER?

    Sì. Tutti i consumatori e i produttori partecipanti a una determinata CER devono essere ubicati nell'area geografica sottesa alla medesima cabina elettrica primaria.

    • Sul sito del GSE è disponibile una mappa interattiva per verificare il codice della cabina primaria di una specifica posizione tramite indirizzo e CAP. La condivisione dell'energia avviene in modo "virtuale" sfruttando la rete nazionale di distribuzione esistente.

    4Quali sono gli incentivi per le CER?

    Le agevolazioni previste sono di due tipi:

    1. Tariffa incentivante nazionale: applicata sull'energia prodotta da fonti rinnovabili e autoconsumata virtualmente dai membri della CER. L'incentivo varia tra 60 €/MWh e 120 €/MWh in funzione della taglia dell'impianto e del valore di mercato dell'energia, ed è riconosciuto dal GSE per 20 anni. Per gli impianti fotovoltaici è prevista una maggiorazione fino a 10 €/MWh in base alla localizzazione geografica. A ciò si aggiunge un corrispettivo di valorizzazione definito dall'ARERA pari a circa 8 €/MWh. L'energia prodotta e non autoconsumata resta nella disponibilità dei produttori ed è valorizzata a condizioni di mercato (con possibilità di richiedere il Ritiro Dedicato).

    2. Contributo in conto capitale PNRR: un contributo a fondo perduto pari al 40% del costo dell'investimento, finanziato con i fondi PNRR e cumulabile con la tariffa incentivante, riservato ai territori dei Comuni con meno di 5.000 abitanti.

    5Chi può accedere alla tariffa incentivante?

    Gli incentivi si applicano agli impianti a fonti rinnovabili (inclusi i potenziamenti) la cui potenza nominale massima non sia superiore a 1 MW.

    • Per ottenere le agevolazioni, le CER devono risultare regolarmente costituite alla data di presentazione della domanda. Sono escluse le imprese in difficoltà (secondo la normativa sugli aiuti di Stato) e le aziende con ordini di recupero pendenti per incentivi dichiarati illegali dalla Commissione Europea. Il diritto alla tariffa dura 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio commerciale dell'impianto.

    6Come si accede alla tariffa incentivante?

    La richiesta di accesso alla tariffa incentivante e al contributo ARERA va presentata entro 120 giorni successivi alla data di entrata in esercizio degli impianti, esclusivamente tramite il sito del GSE (previa registrazione al portale dedicato). Il Gestore accerta la completezza della documentazione entro l'ultimo giorno del terzo mese successivo alla comunicazione e, in caso di esito positivo, attribuisce la tariffa.

    7Chi può ottenere il contributo in conto capitale previsto dal PNRR?

    I beneficiari sono le comunità energetiche rinnovabili e i sistemi di autoconsumo collettivo ubicati in Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.

    • Il soggetto beneficiario è colui che sostiene l'investimento per la realizzazione dell'impianto (di potenza fino a 1 MW). Gli impianti devono entrare in esercizio entro 18 mesi dalla data di ammissione al contributo e, in ogni caso, non oltre il 30 giugno 2026.

    8A quanto ammonta il contributo in conto capitale previsto dal PNRR?

    Il contributo a fondo perduto copre il 40% delle spese sostenute, nel rispetto dei seguenti limiti massimi di costo dell'investimento in base alla taglia di potenza:

      • 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW;

      • 1.200 €/kW per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;

      • 1.100 €/kW per potenze superiori a 200 kW e fino a 600 kW;

      • 1.050 €/kW per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

    • L'IVA non è ammissibile, a meno che non sia recuperabile ai sensi della legislazione vigente. Le spese devono essere sostenute successivamente all'avvio dei lavori e devono essere interamente comprovate tramite bonifico bancario.

    9Come si accede alle risorse del contributo in conto capitale previsto dal PNRR?

    L'accesso avviene tramite la presentazione delle domande a sportello esclusivamente dal sito del GSE. Il GSE apre lo sportello entro 45 giorni dall'entrata in vigore del decreto (avvenuta il 24 gennaio 2024), e il termine ultimo per le richieste è fissato al 31 marzo 2025 (salvo preventivo esaurimento dei fondi).

    • Il contributo può essere revocato in caso di perdita dei requisiti, dichiarazioni mendaci, violazione dei principi di non arrecare danno significativo all'ambiente (DNSH) o per il mancato rispetto dei tempi massimi di realizzazione.

    10Quali sono le spese ammissibili per il calcolo del contributo in conto capitale previsto dal PNRR?

    Sono ammissibili le seguenti voci di spesa:

      1. Realizzazione di impianti a fonti rinnovabili (es. componenti, inverter, strutture di montaggio, componentistica elettrica, ecc.);

      2. Fornitura e posa in opera di sistemi di accumulo;

      3. Acquisto e installazione di macchinari, impianti e attrezzature hardware e software (comprese installazione e messa in esercizio);

      4. Opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell'intervento;

      5. Connessione alla rete elettrica nazionale;

      6. Studi di prefattibilità e spese per attività preliminari (incluse quelle di costituzione delle configurazioni);

      7. Progettazioni, indagini geologiche e geotecniche a carico del progettista;

      8. Direzione lavori e sicurezza;

      9. Collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e supporto tecnico-amministrativo essenziali all'attuazione.

    • Le spese relative ai punti da 6 a 9 sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell'importo totale ammesso a finanziamento.

    Progettazione CER
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