Le ondate di calore estreme sono diventate la nuova scusa per chi si oppone alla transizione ecologica. Circolano sempre più spesso notizie false che accusano i pannelli solari di innalzare le temperature, distruggere l’agricoltura e danneggiare la fauna. La scienza, però, dice l’esatto contrario.
I ricercatori del CNR hanno recentemente smontato, dati alla mano, le principali narrazioni fuorvianti che circolano in rete. Ecco le più comuni:
Falso. Un impianto fotovoltaico a terra viene installato tramite pali piantati nel suolo, senza colate di cemento. Il terreno sottostante non viene impermeabilizzato: l’erba continua a crescere spontaneamente e l’acqua filtra normalmente.
Tutto il contrario. L’ombra proiettata dai moduli abbatte la temperatura del suolo fino a 7°C. Questo genera un microclima umido e fresco che, soprattutto durante le gravi siccità estive, si trasforma in un vero e proprio rifugio per insetti impollinatori e fauna locale. Lo stesso principio vale per l’agrivoltaico, che protegge le coltivazioni dallo stress idrico.
Una mezza verità estrapolata dal contesto. I detrattori citano spesso uno studio del 2016 in cui si registravano temperature più alte sopra i pannelli. Il dettaglio omesso? La ricerca è stata condotta nel deserto dell’Arizona su sabbia nuda. Le misurazioni effettuate nei climi temperati europei dimostrano invece che i pannelli raffreddano il terreno sottostante. In media, un impianto solare riduce la temperatura locale, l’esatto opposto di quanto sostenuto dai post allarmistici.
Sbagliato. A differenza di un parcheggio asfaltato che assorbe la luce per restituirla sotto forma di calore soffocante, un pannello solare converte fino al 25% di quell’energia in corrente elettrica. Quell’energia, incanalata nei cavi, abbandona il sito senza trasformarsi in calore locale.
Il vero problema? Le vere “isole di calore” sono le nostre città, i capannoni industriali e le immense distese di cemento, non i parchi solari. Anzi, installare i pannelli sui tetti urbani aiuta concretamente a mitigare le temperature cittadine. Meno bufale, più scienza.
