L’aumento delle temperature estive sta mettendo in seria difficoltà la rete elettrica italiana a causa dell’uso intensivo dei condizionatori. Uno studio dell’Università Ca’ Foscari e del CMCC ha calcolato che il fotovoltaico residenziale rappresenta la soluzione più diretta per evitare i blackout.
Senza un potenziamento delle rinnovabili domestiche, la richiesta di energia per raffrescare le abitazioni è destinata a crescere rapidamente: le stime indicano un aumento di 1,6 TWh entro il 2030, fino ad arrivare a +2,8 TWh nel 2050. Questa enorme pressione sulle reti di distribuzione ha già provocato disservizi in grandi città come Torino, Milano e Napoli durante le recenti ondate di calore, che hanno spinto la domanda nazionale oltre la soglia critica di 55 GW.
L’efficacia del fotovoltaico si basa su un principio molto semplice: i pannelli raggiungono il picco di produzione di energia esattamente nelle ore più calde e soleggiate, ovvero proprio quando si accendono i condizionatori.
Con temperature sopra i 30 °C, una casa con pannelli solari preleva il 68% di energia in meno dalla rete pubblica.
Lo studio sottolinea che l’Italia è spaccata in due. Regioni del Nord e le Isole riescono a tamponare meglio i picchi di consumo perché vantano già un’alta densità di pannelli solari.
Al contrario, le grandi città densamente popolate del Centro-Sud (come Roma, Napoli e Palermo), insieme a Milano, risultano particolarmente vulnerabili: qui il caldo estremo fa impennare i consumi dell’aria condizionata, ma lo scarso numero di impianti fotovoltaici sui tetti costringe la rete elettrica a sopportare da sola tutto lo stress.
