Nel mese di giugno, il fotovoltaico ha raggiunto un traguardo storico nell’Unione Europea, generando 52 TWh di energia e arrivando a coprire esattamente un quarto (25%) del fabbisogno elettrico complessivo dei 27 Stati membri. Secondo le analisi del think tank Ember, il solare si è posizionato come prima fonte del mix energetico comunitario, superando il nucleare (21%), il gas (15%), l’eolico (14%), l’idroelettrico (12%) e il carbone (8%).
Questo picco produttivo è il risultato della combinazione tra l’elevata domanda estiva legata ai sistemi di climatizzazione e la rapida espansione degli impianti negli ultimi cinque anni (con ben 65,1 GW di nuova potenza installata nel corso dell’anno precedente). Tra le performance nazionali spiccano la Spagna, che a giugno ha ricavato dal sole il 34% della propria elettricità, la Germania (36% a maggio) e la Polonia (24% a giugno).
A giugno la produzione fotovoltaica italiana si è attestata a 6,55 TWh, pari al 27,7% del mix elettrico nazionale e in crescita di 0,89 TWh rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Sul fronte economico, il profilo del solare italiano ha registrato un capture rate (il rapporto tra il prezzo spuntato dalla tecnologia e la media di mercato) dell’82%, con una quotazione media di 108,4 €/MWh rispetto a un valore PUN medio di 132,5 €/MWh.
