Molte imprese del nostro territorio hanno sui propri capannoni o terreni impianti fotovoltaici installati tra il 2005 e il 2012, nati con i primi Conti Energia. Oggi questi impianti soffrono un fisiologico calo di rendimento e richiedono manutenzioni sempre più frequenti.

Grazie al Decreto Attuativo del MASE (in vigore dal 29 settembre 2026 in attuazione del Decreto Bollette), si apre una strada molto interessante: dal 1° gennaio 2028 sarà possibile uscire in anticipo dal Conto Energia, incassando dal GSE fino al 90% del valore attualizzato degli incentivi residui, a patto di effettuare il rifacimento integrale (revamping) dell’impianto.

Chi può accedere e con quali modalità

 

La misura punta a rinnovare fino a 10 GW di potenza complessiva a livello nazionale. Non tutti gli impianti possono partecipare: sono ammessi solo quelli di potenza superiore a 20 kW appartenenti al I, II, III e IV Conto Energia (restano quindi esclusi gli impianti sotto i 20 kW e tutto il V Conto Energia).

Il decreto prevede due canali di accesso distinti:

 
Le scadenze da segnare in agenda

I tempi per pianificare l’operazione dal punto di vista tecnico e autorizzativo sono molto stretti:

 

Quanto riconosce il GSE? Un caso pratico

Il corrispettivo viene erogato dal GSE in 10 rate annuali costanti, calcolate sulla produzione media del quinquennio 2021-2025, con un tasso di attualizzazione dell’8% e una rivalutazione delle rate al 6% annuo.

Prendiamo il caso reale di un impianto industriale da 500 kW su tetto (IV Conto Energia, scadenza giugno 2031, produzione media 560 MWh/anno e tariffa da 0,30 €/kWh):

 

A livello puramente finanziario, la rinuncia comporta un differenziale di circa 89.000 € rispetto al valore attuale degli incentivi. Come si recupera questo margine? Con la maggiore resa dei nuovi pannelli. Sostituendo moduli vecchi di 15 anni con tecnologie attuali ad alta efficienza, a parità di spazio sul tetto si produce molta più energia per l’autoconsumo aziendale e per la vendita in rete.

 

I vincoli tecnici del rifacimento integrale

L’erogazione delle rate GSE è vincolata al completamento del revamping integrale e al rispetto di precisi requisiti progettuali:

 

Attenzione al rischio di revoca

La gestione ingegneristica e burocratica del cantiere non ammette errori. Il GSE revoca l’intero corrispettivo se:

 

Come muoversi subito

L’uscita anticipata dal Conto Energia non è una scelta automatica, ma un’operazione industriale che richiede un’analisi tecnico-economica su misura.

Con la finestra di 30 giorni per la manifestazione di interesse ormai alle porte, il consiglio per le imprese è di verificare subito lo stato di efficienza del proprio impianto e simulare il ritorno sull’investimento (ROI) del revamping prima della pubblicazione delle Regole Operative GSE.

Non farti trovare impreparato!
Valutare oggi il revamping del tuo impianto in Conto Energia è la mossa vincente per incassare il corrispettivo GSE, raddoppiare la produzione e abbattere i costi in bolletta.
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    Rifare l’impianto fotovoltaico conviene: dal 2028 arrivano i nuovi indennizzi GSE per chi esce dal Conto Energia
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